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ElektroQuiz
Risposte ai quiz n. 002.2001
Interruttori differenziali
1. L'interruttore differenziale può essere
usato per migliorare la sicurezza contro l'incendio?
Se il punto di guasto verso terra è
nelle vicinanze di sostanze combustibili l'innesco dell'incendio
è molto probabile. Le modeste correnti che si stabiliscono
verso terra a causa di un cedimento dell'isolante non sono in
grado di far intervenire le protezioni di massima corrente mentre
sono rilevate dall'interruttore differenziale che apre il circuito
rimuovendo le cause di probabile innesco dell'incendio.
2. Per quali correnti è stato provato
un interruttore differenziale di tipo di tipo A ?
Il relè differenziale è
sensibile alle correnti alternate. Il flusso del campo magnetico
variabile dovuto alla corrente differenziale induce una forza
elettromotrice nel toroide e crea le condizioni per l'intervento
del dispositivo differenziale. In presenza di correnti che hanno
una componente attiva i normali relè differenziali di
tipo AC non intervengono correttamente. In questo caso si deve
ricorrere a dispositivi differenziali che utilizzando particolari
soluzioni costruttive riescono ad intervenire anche per correnti
che hanno una componente continua. Le norme distinguono gli
interruttori differenziali in tipo AC, provati per le sole correnti
sinusoidali, tipo A, provati per correnti di tipo sinusoidale
e di tipo pulsante con una componente continua di 6mA e di tipo
B provati come il tipo A e per correnti come indicato in figura
1.
Fig. 1 - Forme d'onda di prova
degli interruttori differenziali
3. .E' obbligatorio l'uso dell'interruttore
differenziale in un sistema TN-S ?
L'uso dell'interuttore differenziale in
un sistema TN-S (in un sistema TN-C non si può utilizzarlo
perchè la corrente di guasto si richiude sullo stesso
interruttore che non riesce qundi ad intervenire) non è obbligatorio ma aumenta notevolmente la sicurezza: : interviene
anche per guasti non franchi a terra, abbassa i tempi di intervento
rispetto ai dispositivi magnetotermici e protegge contro gli
incendi dovuti a correnti verso terra.
4. L'interruttore differenziale da
30 mA può sostituire le misure di protezione passive (isolamento,
involucri e barrere.)?
Nel contatto diretto la persona tocca
una parte attiva che è in tensione nel funzionamento
ordinario (senza interposizione di masse). La corrente che fluisce
nel corpo umano è la stessa che attraversa l'interruttore
differenziale. Il sistema di protezione risulta efficace contro
i contatti diretti se la corrente che attraversa la persona
è in grado di far intervenire l'interruttore in un tempo
inferiore a quello per cui la persona stessa può sopportare
quella determinata corrente. Nel caso in cui venissero a mancare
le misure di protezione passive, interruzione del conduttore
di protezione, cedimento nell'isolamento di un cavo di alimentazione
di un utilizzatore, ecc., l'unico sistema di protezione che
rimane è quello fornito dall'interruttore differenziale
con Idn inferiore o uguale a 30 mA. L'interruttore
differenziale costituisce quindi una buona protezione contro
i contatti diretti anche se non sostituisce le misure di protezione
passive ottenute tramite l'isolamento, gli involucri e le barriere
che impediscono il contatto con le parti attive. La legge 46/90
richiede la protezione contro i contatti indiretti che può essere ottenuta con l'interruttore differenziale da 30 mA coordinato
con un adeguato impianto di terra.
5. La legge 46/90 obbliga all'impiego
degli interruttori differenziali?
L'art. 7, comma
2 della legge 46/90 afferma che"gli impianti elettrici
devono essere dotati di impianti di messa aterra e di interruttori
differenziali ad alta sensibilità o di altri sistemi
equivalenti". Il regolamento di attuazione della legge
46/90, il DPR 447/91, all'art. , comma 6 specifica: "per
sistema equivalente si intende ogni sistema di protezione previsto
dalle norme CEI contro i contatti indiretti". La legge
46/90 non richiede quindi nessun obligo di installare l'interruttore
differenziale.
6.In un luogo a maggior rischio in
caso di incendio quale Idn è richiesta all'interruttre
differenziale per poterlo cosiderare adatto alla protezione
contro gli incendi?
30 mA. Nei luoghi a maggior rischio d'incendio
l'interruttore differenziale con Idn minore o uguale
a 30 mA è espressamente richiesto dalle norme sui circuiti
terminali aventi un grado di protezione inferiore a IP4X.
7. Possono le correnti di spunto provocare
l'intervento intempestivo dell'interruttore differenziale?
In condizioni normali, anche quando la
somma delle correnti è zero, elevate correnti possono
provocare l'intervento indesiderato del dispositivo differenziale
a causa del flusso risultante che si determina sul toroide i
cui avvolgimenti possono essere non perfettamente uguali.
8. Quando ad uno stesso impianto di terra
sono collegati più impianti utilizzatori protetti
tramite interruttore differenziale rispetto a quale valore
di corrente Idn deve essere dimensionato l'impianto
di terra?
Ogni impianto utilizzatore è caratterizzato
da una propria corrente di dispersione verso terra. La somma
di queste correnti potrebbe superare il valore di corrente Idn in base alla quale è stato dimensionato l'impianto di
terra determinando una situazione di pericolo. Questo è
però considerato dalle norme estremamente improbabile
e quindi il rischio trascurabile. La distribuzione avviene infatti
su più fasi, ed essendo la somma delle correnti di dispersione
vettoriale e non algebrica, la corrente risultante è
in genere bassa e al limite, nel caso di correnti di dispersione
uguali in modulo e sfasate di 120°, uguale a zero. In ogni
impianto esiste anche il collegamento equipotenziale principale
che abbassa la resistenza di terra al di sotto del valore teorico
ammissibile calcolato in base alla Idn che risolve
qualsiasi tipo di problema.
9. Possono sorgere problemi ai vari
condomini quando ad uno stesso impianto di terra condominiale
sono collegati più impianti utilizzatori ma anche uno
solo di questi impianti non è protetto tramite interruttore
differenziale?
Se anche un solo impianto tra quelli che
sono collegati ad un comune impianto di terra non è protetto
da interruttore differenziale, un guasto verso terra di uno
di questi impianti può porre in tensione tutto l'impianto
di terra. La tensione che si stabilisce sull'impianto di terra
può creare situazioni di pericolo sulle masse degli altri
impianti anche se sono regolarmente protetti tramite dispositivo
differenziale.
10. In quale di questi casi è espressamente richiesto dalle norme l'istallazione dell'interruttore
differenziale da 30 mA?
L'interruttore differenziale con Idn
da 30 mA è richiesto per tutti i circuiti prese
dei cantieri edili e per tutti i circuiti prese dei locali ad
uso agricolo. Per tutti i circuiti installati nei locali ad
uso agricolo è invece richiesto l'interruttore differenziale
con Idn non superiore a 500 mA. Sono esclusi i locali
ad uso residenziale delle aziende agricole nei quali, pur essendo
consigliabile, l'interruttore differenziale non è obbligatorio.
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